Il modello neuropsicologico di lettura ad alta voce più riconosciuto è il modello a due vie proposto da Coltheart, Rastle, Perry, Ziegler e Langdon (2001). Tale modello prevede che le parole possano essere lette attraverso due diverse vie: la via VISIVA–LESSICALE (o globale) e la via FONOLOGICA (o sub-lessicale). Entrambe le vie hanno inizio dal sistema di analisi visiva, che ha la funzione di percepire globalmente la stringa di grafemi (mediante un processo di attenzione distribuita, processo definito anche pre-attentivo). Nella via VISIVA-LESSICALE la parola viene letta globalmente (partendo da alcuni grafemi); nella FONOLOGICA, invece, la parola viene scomposta in grafemi e ricomposta in una sequenza di fonemi. La via VISIVA-LESSICALE comprende due modalità di lettura: una semantica e una non semantica. Nella via semantica la parola scritta viene elaborata in quattro fasi: 1) riconoscimento di alcuni grafemi; 2) conseguente riconoscimento della parola; 3) comprensione del suo significato; 4) pronuncia finale. La via visiva non semantica collega direttamente il sistema di riconoscimento delle parole a quello di riproduzione senza passare dal significato. La via FONOLOGICA, come accennato, implica il riconoscimento di ogni singolo grafema che viene poi tradotto in fonema: dall’unione dei singoli fonemi si ottiene il codice fonologico, ovvero la sequenza che porterà al significato.

 

Come per tutte le conoscenze l'avvio alla lettura è globale (F.Deva), a partire da parole o frasi, le quali sono portatrici di significato e consentono di intuire le relazioni tra le lettere, la lettura tende all'insieme, come dimostrano i bambini piccoli che hanno dimestichezza con cartelloni, insegne,ecc.,considerazioni per altro già di Piaget. Leggere consiste nel mantenere le lettere nella loro sequenza, secondo le giuste relazioni di posizione,quindi partire dal globale per superarlo; partire da qualcosa di significativo,parole o frasi, risulta emotivamente più favorevole e facilita la conoscenza delle relazioni tra lettere e tra parole.  L'apprendimento della lettura e della scrittura non può fermarsi al livello globale, ma deve giungere al livello analitico-sintetico. Si tratta di far comprendere ai soggetti la struttura delle parole, e pertanto gli elementi (le lettere) di cui si compone e il valore delle relazioni spazio-temporali.                                                                 E' dunque un percorso dal globale all'analisi alla sintesi alla maniera piagetiana, ove il globale indica l'iniziale approccio complessivo, seppur indistinto, alla parola o all'enunciato (sincresi), cui fa seguito la capacità del bambino di smontare il tutto in alcune parti (analisi) e rimontarlo avendo compreso le relazioni tra le lettere e tra le parole (sintesi). Muovendo dalla intuizione globale , l'apprendista lettore procede all'analisi, quindi alla sintesi come ricomposizione del tutto.

Diversamente da quanto si possa pensare, anche il primo processo di acquisizione della letto-scrittura è di natura globale e predittiva. Ci riferiamo al primo apprendimento della lettura e della scrittura ,oppure alla lettura di parole ignote, fenomeno del resto associabile alla conquista del linguaggio orale o quando si ascolta una parola non nota, ovvero casi in cui non disponiamo dei corrispettivi materiali lessicali in memoria. A fronte del linguaggio scritto o orale, la mente produce intuizioni sul significato ed avvia l'attività di decodifica già prima di conoscere le lettere, infatti dà luogo alla lettura intuitiva, una sorta di invenzione o ipotesi. Accade infatti che al pensiero non può essere impedito di formulare opzioni allorché comprende che si trova di fronte a tratti grafici dotati di significato. Naturalmente si tratta di una lettura intuitiva e spesso non corrisponde al significato reale del testo, ma che avvia il processo prima di controllarne l'esecuzione corretta, alla stessa maniera del bambino prima dei due anni, il quale conquista intuitivamente parole intere, non la loro frammentazione in singoli foni. Come il bambino molto piccolo impara a dire "mamma" non per successiva articolazione di suoni (ma...mam...mamm....) ma pronunciando subito l'intera parola, per poi ottimizzarla, così il lettore apprendista accede alle parole intere prima di perfezionarne la lettura, sulla scorta di azioni mentali predittive.

 

COSA LEGGI ?

Sneocdo uno stdiuo dlel’Untisverità di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortante sloo che la prmia e l’umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcherè non lgege ongi silngoa ltetrea (o siballa) , ma lgege la palroa nel suo insmiee… vstio?  Sneocdo voi, csoa covalo si funamo a Cadmbrgie?