Perché “disturbi specifici”

Perché riguardano uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, senza intaccare l’intelligenza generale. Leggere e scrivere, ovvero trasformare i segni in suoni e viceversa, sono atti semplici a patto che diventino automatici, che siano cioè eseguiti velocemente e correttamente con un impegno di concentrazione minimo. Ma se questo non accade, chi compie queste operazioni è costretto ad utilizzare costantemente enormi quantità di energia, finendo per stancarsi rapidamente, commettendo sempre “troppi” errori e rimanendo spesso indietro nell’apprendimento rispetto ai compagni.

.  Cosa sono i DSA

Per Disturbi Specifici dell’Apprendimento si intende un gruppo eterogeneo di condizioni che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione di lettura, scrittura e calcolo. Tali condizioni rappresentano circa il 5-6 % della popolazione scolastica, con una stima di circa un alunno per classe.

La legge 170/2010 indica come principale caratteristica dei DSA la “specificità”, intendendo con questo termine il fatto che tale disturbo riguardi un dominio specifico di abilità, lasciando conservata la competenza intellettiva generale. Tali abilità sono discrepanti”, cioè si presentano in modo significativamente inferiore rispetto alle attese per l’età, scolarizzazione e livello intellettivo. I DSA sono “evolutivi”, cioè presenti sin dalle primissime fasi di sviluppo, anche se trovano la loro espressione negli anni della scolarizzazione; accompagnano poi il bambino nel corso di tutto il suo sviluppo e trovano manifestazione anche nell’età adulta.

Quali sono i DSA

Erroneamente, spesso si tende a parlare solo di Dislessia Evolutiva. In effetti la Dislessia rappresenta solo una condizione, fra quelle che possono acquisire un’etichetta diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

La DISLESSIA è un disturbo a carattere neurobiologico, che contraddistingue quei bambini che, nonostante abbiano uno sviluppo tipico, non acquisiscono, o faticano ad acquisire, una lettura fluente. Nello specifico, la Dislessia riguarda la difficoltà a riconoscere le lettere, i segni dell’ortografia, le regole di conversione da grafemi a suono e nella costruzione di singoli suoni in parole, in maniera automatica. Ciò significa che il bambino fatica a utilizzare queste competenze in maniera rapida e automatica (con dispendio di attenzione e risorse), producendo molti errori.

A differenza di chi è in ritardo nell’acquisire la lettura, per un bambino con Dislessia tale processo rimarrà lento e faticoso anche con il procedere della scolarizzazione. Uno sviluppo delle competenze è sempre possibile, a prescindere dalla gravità di partenza; un bambino con Dislessia non arriva però mai a normalizzare la sua competenza di lettura.

Quali errori ?

. Riconoscimento di lettere:

  • errori visivi (scambio di lettere che hanno tratti visivi simili o speculari): a/e , b/d/p/q, m/n/u , r/e, f/p ecc.

  • Errori fonologici ( scambio di lettere che hanno la stessa “radice”): d/t , f/v, c/g ecc.

. Scambio di grafema: sole per sale, certa per carta

. Inclusione di grafema o di sillaba: dicetendo per dicendo

. Omissione di grafema o sillaba: pingere invece di piangere

. Anticipazione da riconoscimento iniziale: sembra “sparare” la parola

. Errori di accentazione: piangére invece di piangere

A volte si rendono conto dell’errore e si correggono, ma a volte proseguono non riuscendo a capire il significato di ciò che stanno leggendo, oppure si soffermano su una parola ripetendola più volte senza raggiungere una versione definitiva e corretta. Spesso sostituiscono una parola con il suo sinonimo come se non stessero leggendo affatto, ad esempio “macchina” invece di “automobile”. Anche la stanchezza incide sull’abilità di lettura.

 

Un’altra condizione di Disturbo Specifico è rappresentata dalla DISORTOGRAFIA .

Essa rappresenta una marcata difficoltà nell’applicare le regole di conversione dal suono alla parola scritta (riconoscere i suoni che compongono la parola, individuare le lettere che la compongono e le regolarità o irregolarità ortografiche presenti, individuare il corretto ordine con cui questi elementi si compongono). Il bambino può quindi produrre errori di omissione, scambio, inversioni di lettere o di errato utilizzo di regole ortografiche.

Nei casi meno gravi, il numero degli errori può ridursi a livelli di normalità se il soggetto pone tutta la sua attenzione alle regole di conversione tra suono e grafema (per esempio in un dettato), ma questi possono ripresentarsi quando la richiesta è di distribuire le proprie risorse cognitive fra competenza ortografica, sintassi, produzione di idee ed esposizione (per esempio in un tema). Ciò è dovuto al fatto che tale competenza fatica a diventare automatica e momenti di affaticamento o richieste che impegnano le risorse cognitive ed attentive possono provocare un aumento degli errori.

Quali errori ?

. Omissioni: pote invece di ponte, finetra invece di finestra

. Sostituzioni: cafolo invece di cavolo, tente invece di dente

. Inversioni: improtante invece di importante

. Errori di doppia: palone invece di pallone

. Errori con CH-GH CIE-CIA GN GLI: ciave invece di chiave; ranio invece di ragno

. Errori con H o CQ: a speso invece di ha speso; quore invece di cuore

. Errori di accento: percio invece di perciò

 

 Sempre nell’ambito della scrittura, un’ulteriore condizione è rappresentata dalla DISGRAFIA.

Si tratta di un disturbo che coinvolge gli aspetti esecutivi della grafia, di cui è compromessa la comprensibilità. La scrittura appare fluttuante e distorta nella grandezza, orientamento e spaziatura delle lettere, nella loro collocazione sul rigo di scrittura, nell’organizzazione dello spazio grafico del foglio, nella pressione troppo marcata o troppo debole e nella prensione della penna, spesso poco funzionale. A volte la grafia è malfatta per coprire gli errori di ortografia e il senso di inadeguatezza ma a volte si assiste a una vera e propria disabilità.

 

Un’ulteriore condizione di DSA è rappresentata dalla DISCALCULIA.

Essa rappresenta una condizione specifica di disturbo di automatizzazione e correttezza nel riconoscimento di quantità anche presentate in modalità diverse, nel conteggio (inverso), nel recupero dalla memoria dei fatti numerici (tabelline e calcoli entro il 10 o con i multipli di 10), nelle strategie di calcolo a mente e nelle procedure di calcolo scritto. Si stima che l’incidenza di difficoltà nell’acquisizione di competenze matematiche nella scuola sia pari al 20%. Di queste segnalazioni, circa il 90% costituisce “falso allarme”. Esse sono, cioè, condizioni di difficoltà di apprendimento e non rientrano nella categoria di disturbo specifico. La difficoltà di calcolo, pur presentando alla prima valutazione anche profili severi, subisce, dopo un adeguato periodo di potenziamento delle competenze deficitarie, una rapida evoluzione che giunge alla completa normalizzazione. La Discalculia, pur dopo periodi adeguati di potenziamento mirato, può giungere a miglioramenti anche significativi di correttezza, ma non nell’automatizzazione e presenta una resistenza al trattamento. La legge 170/2010 individua due profili: il primo di compromissione degli aspetti di base della cognizione numerica (riconoscimento delle quantità, giudizio di grandezza, comparazione, strategie di calcolo); il secondo di compromissione degli aspetti procedurali (lettura, scrittura dei numeri, messa in colonna, recupero dei fatti, procedure di calcolo scritto).

Quali errori ?

. Riconoscimento delle quantità: difficoltà di riconoscere qual è il più grande; 969 – 699

. Conteggio inverso automatico

. Strategie di calcolo a mente

. Inversioni: 23 per 32

. Scrittura speculare in verticale: 9 per 6 e altri con orientamento orizzontale

. Immagazzinamento di tabelline e operazioni entro il 10 e loro recupero rapido

. Scrittura di numeri con lo 0 o senza lo 0: 103 per milletre

. Incolonnamenti

. Procedure di calcolo

  

L’evoluzione dei DSA

I DSA sono disturbi a carattere neurobiologico ed evolutivo, sono quindi legati all’architettura cerebrale. Per tale motivo, non sono condizioni che col tempo e con la maturazione tendono a risolversi ”da soli”. L’acquisizione delle competenze richieste, pur modificandosi nel tempo, non raggiunge quasi mai i livelli attesi per età e scolarizzazione. Il miglioramento delle competenze è comunque sempre possibile e auspicabile, a prescindere dal livello di gravità. Buoni risultati si ottengono con interventi precoci e mirati.

 

La diagnosi dei DSA

La diagnosi di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento è molto importante, poiché consente il riconoscimento da parte dei genitori, dei bambini e della scuola della condizione di difficoltà, in modo da dare avvio alle misure di intervento più utili. E’ importante che diagnosi e trattamento siano, per questo motivo, il più possibile precoci. Bisogna sapere che esistono linee guida determinate dalla Legge 170 / 2010, che uniformano i criteri e la tempistica della diagnosi. I criteri sono di “esclusione”: perché sia accertata una condizione di DSA occorre che siano esclusi elementi che potrebbero suggerire altri quadri diagnostici. I criteri di esclusione sono:

. Livello intellettivo nella norma

. Assenza di altre condizioni neurologiche e sensoriali

. Assenza di condizioni di svantaggio culturale e adeguate opportunità di insegnamento

. Assenza di condizioni di disagio psicologico primarie

. Presenza di una significativa discrepanza rispetto alle attese per età e scolarizzazione

Per quanto riguarda la tempistica, una diagnosi di Dislessia e Disortografia è effettuabile con certezza al termine della seconda elementare, una diagnosi di Discalculia solo alla fine della terza. Tali indicazioni temporali sono legate al fatto che lettura e scrittura siano acquisite nei primi due anni di scolarizzazione; attendere la fine della seconda elementare consente di escludere che la difficoltà evidenziata sia imputabile ad un semplice ritardo nell’acquisizione della letto-scrittura ma costituisca un effettivo disturbo specifico. Porre indicazioni di tempo per la diagnosi non significa che non sia utile una valutazione e un trattamento nei primi due anni delle elementari. Al contrario, un intervento precoce nei primi stadi di acquisizione è importantissimo per una buona evoluzione, poiché è in questo periodo che la plasticità neuronale è ancora elevata. La diagnosi viene svolta somministrando test standardizzati (che hanno un campione “normativo”a cui far riferimento e procedure ben precise). Al termine del percorso di diagnosi il professionista (Psicologo o Neuropsichiatra infantile) è tenuto a fornire un referto scritto.

 

Il trattamento dei DSA

Un buon percorso di diagnosi è la base per definire ed impostare il progetto di intervento. E’ sempre auspicabile procedere con un intervento, poiché ci sono sempre margini di miglioramento (indipendenti dalla gravità) e molto spesso la sola compensazione non è sufficiente. L’azione deve essere il più possibile precoce e frequente e si pone come obiettivi:

. Favorire la migliore evoluzione delle competenze, nonostante la presenza di uno specifico deficit

. Fornire strumenti e strategie alternative di apprendimento

. Gestire nel modo migliore la situazione di difficoltà

. Evitare che si formino altre forme di disagio

Un intervento precoce aiuta a limitare l’effetto “a cascata” sugli apprendimenti: difficoltà nelle prime fasi di acquisizione di lettura, scrittura e calcolo possono a catena determinare difficoltà negli apprendimenti più complessi. L’intervento deve essere funzionale (agire sull’abilità deficitaria), di compensazione (fornire strumenti e strategie alternative).

 

La famiglia

. I genitori devono informarsi il più possibile sul problema e rivolgersi a strutture sanitarie per compiere accertamenti diagnostici

. Scambiare esperienze con altri genitori

. Presentare la diagnosi a scuola e farla protocollare

. Discutere del problema con tutti gli insegnanti e creare collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti

. Chiedere l’applicazione delle circolari ministeriali in un percorso personalizzato e verbalizzato e chiederne copia

. Aiutare il bambino nelle attività scolastiche a casa

. Favorirne l’autonomia nello studio anche con strumenti informatici e sintesi vocali

. Sostenere l’autostima

 

.  Gli insegnanti

E’ fondamentale sapere che il bambino dislessico non ha un handicap, ma solo un diverso stile di apprendimento. Quindi è importante

. Far sapere al bambino che si è interessati alla sua difficoltà

. Non ci sono deroghe sui contenuti del programma didattico, ma deve essere lasciata la massima libertà sui modi di apprendere

. Occorre fissare obiettivi realistici: un apprendimento senza errori sarebbe utopistico. In ogni ordine di scuola è necessario attuare strategie didattiche flessibili e adatte a tutti i ragazzi, DSA e non. Il lavoro di progettazione deve coinvolgere gli insegnanti di tutte le discipline, occorre valorizzare le potenzialità, le abilità e sostenere l’autostima

. Il consiglio di classe deve necessariamente stilare un piano didattico personalizzato nel quale vengono descritti gli interventi didattici, il percorso formativo, le strategie didattiche, le metodologie specifiche, gli strumenti compensativi e le misure dispensative con riferimento alla legge n° 170 - 8/10/2010. E’ necessario che il percorso personalizzato venga discusso tra insegnanti, famiglia e specialisti, con l’obiettivo di mettere la persona al centro e di permetterle di crescere sviluppando le proprie potenzialità, la consapevolezza di sé e il raggiungimento della massima autonomia possibile. In occasione dei cambi di scuola è essenziale attivarsi per il passaggio delle informazioni relative al percorso svolto e alle modalità utilizzate per favorire gli apprendimenti, in accordo con la famiglia. Nella scelta della scuola di secondo grado, oltre a considerare le difficoltà dello studente, è importante rispettare le sue attitudini e preferenze, tenuto conto che avere un DSA non preclude la possibilità di accedere ai massimi livelli di istruzione, se adeguatamente sostenuti.

 

  Strumenti compensativi e dispensativi

I principali sono:

. Tempi più lunghi per le verifiche

. Interrogazioni programmate

. Calcolatrice

. Tavola pitagorica

. Tavole di supporto mnemonico

. Computer con correttore ortografico

. Sintesi vocale

. Audio registratore o lettore mp3

. Enciclopedie informatiche multimediali o su cd-rom

. Libri di testo in formato digitale

. Audio libri

. Dispensa dalla lettura ad alta voce

. Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura

. Assegnare meno compiti a casa

. Privilegiare interrogazioni orali in tutte le materie (comprese le lingue straniere)

. Se le verifiche sono scritte utilizzare testo pre-scritto e non scritto a mano.

. Ecc.