.  Cos’è l’Optometria

L’Optometria è la SCIENZA della VISIONE. E’ nata negli Stati Uniti oltre cento anni fa, nel 1886, con gli studi di Edmond Landolt (1846-1926). Nel 1901 lo stato di New York regolamentò e legalizzò l’Optometria; il primo corso universitario si tenne alla Columbia University. Dagli USA l’Optometria si diffuse inizialmente nel Regno Unito, Australia e paesi appartenenti all’ex Commonwealth, poi in tutto il mondo, grazie anche al lavoro di A. M. Skeffington, fondatore dell’Optometria Comportamentale.

.  Cos’è l’Optometria Comportamentale

L’Optometria Comportamentale si basa sul concetto che la visione è una funzione cui partecipa la totalità dell’organismo. La visione è considerata come il risultato di uno sviluppo multisensoriale. Il ruolo più importante in tale sviluppo è dato dalle attività motorie grossolane, cioè quelle che riguardano i movimenti del corpo nella loro globalità. In un secondo tempo subentrano le attività motorie fini, cioè quelle relative all’uso della manipolazione. Per l’Optometria Comportamentale le basi della visione sono quindi motorie e, su tali basi, grazie all’apporto delle informazioni fornite dai sensi (gusto, tatto, udito, olfatto, vista) si sviluppa la visione. La vista del neonato, pur essendo nitida dopo poco tempo dalla nascita, rappresenta solo la capacità di discernere la luce dall’assenza di luce (contrasto); quindi il neonato vede un insieme di ombre e di luci senza capirne il significato, fatta eccezione per la madre, in quanto fonte di sostentamento. La madre è riconosciuta inizialmente non attraverso la vista, ma attraverso altre informazioni, quali il gusto del latte, il contatto del seno, l’olfatto, il suono della voce e il rumore dei passi. Inizialmente nel bambino il senso più importante è quello più semplice, più arcaico: il gusto. Gradualmente assumono importanza anche quelli più complessi, fino alla vista. Quest’ultima, nel tempo, si sviluppa e si rafforza nel senso dominante e più importante: la VISIONE. In sintesi l’apporto informativo dei cinque sensi, appoggiandosi alle basi motorie grossolane prima, e fini dopo, trasforma lo stimolo sensoriale in esperienza, che può essere impressa nella memoria per essere utilizzata in futuro. L’insieme delle esperienze conduce a maturazione la visione. La funzione visiva, perciò, è inseparabile dal totale sistema d’azione dell’organismo. A questo proposito Arnold Gesell, insigne studioso dell’età evolutiva, nel 1949 scrive: “La visione non è una funzione indipendente, separata: essa è profondamente integrata con il totale sistema d’azione del bambino, la sua postura, le sue capacità manuali e la sua coordinazione, le sue abitudini motorie, la sua intelligenza e perfino con i tratti della sua personalità”.

 

Si stima che circa l’85 % delle informazioni sensoriali acquisite dal mondo esterno giungano attraverso la visione (Getman 1984).